Visualizzazione post con etichetta Unione Europea. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Unione Europea. Mostra tutti i post

venerdì 12 dicembre 2008

Vaticano: no a depenalizzazione omosessualità, “crea parità con coppie eterosessuali”

I FATTI :

Il Vaticano si dice contro la criminalizzazione dei gay ma si oppone anche alla proposta di depenalizzazione. Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, cerca di smorzare le polemiche: “Il documento della Francia non è stato ancora presentato e dunque bisogna chiarire di che cosa si tratta, perché nessuno ha pubblicato ufficialmente un testo. Per questo non è il caso di costruire polemiche su un oggetto che non è chiaro”.

Il cardinale Martino dichiara perentorio: “Si vorrebbe che la Santa Sede mettesse sullo stesso piano le coppie gay e quelle eterosessuali, posso assicurarvi che questo non accadrà”. Il prelato critica inoltre la promozione dei profilattici: “sappiamo bene che quello del preservativo non è un rimedio tuttofare, perché anche quello non è al cento per cento sicuro nella prevenzione”. Su questo tema insiste anche monsignor Giampaolo Crepaldi, segretario del Pontificio consiglio: “In Africa manca tutto ma non i preservativi: il problema è l’esercizio della sessualità, che non va staccato dalla persona, non è un atto meccanico, ma deve essere un’esperienza totale”.


COMMENTO:

l'esercizio della sessualità non va staccato dalla persona, non è un atto meccanico, ma deve essere un’esperienza totale.... mh, ed immagino che abbiate avuto infinite esperienze totali voi, per arrivare a questa conclusione, o pensano che il solo studio teorico possa significare la comprensione completa di un argomento, e dunque giustificare il loro continuo pontificare sul sesso, il loro voler insegnare il sesso.

E se domani studiassi teologia, divenissi un esperto e cominciassi ad INSEGNARE loro come professare la parola di Dio, come reagirebbero...

giovedì 4 dicembre 2008

UE contro la criminalizzazione dell'Omosessualità

I FATTI:

La proposta, è stata avanzata in occasione del 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, specificando che la presidenza UE francese, tutt'ora in carica, ha due priorità: i diritti delle donne, nello specifico fermare la violenza contro di esse, e combattere la discriminazione nei confronti degli omosessuali. “Novanta paesi nel Mondo criminalizzano l'omosessualità, e nove di questi impongono la pena di morte”, disse in quell'occasione Rama Yade. A proposito, anche il Ministro alle Pari Opportunità Mara Carfagna si espresse favorevole: “Sono pronta a sollecitare il nostro ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite perché si faccia portavoce della richiesta della depenalizzazione universale dell'omosessualità”.
Ora la parola alle istituzioni, soprattutto quelle italiane che, si auspica, vogliano portare avanti la proposta UE in quanto paese aderente e soprattutto per le parole favorevoli e le promesse sollecitazioni del nostro Ministro Mara Carfagna.


(01/12/2008)
La Santa Sede boccia la proposta per depenalizzare il reato di omosessualita` a livello mondiale. `Creerebbe ulteriori discriminazioni`. La dura condanna di Arcigay `Studiata e cinica bugia`. Intanto Magdi Cristiano Allam tenta di portare il Vaticano nel Parlamento Europeo.


PARIGI - Non vogliamo creare nuove regole, ma l' omosessualità non può essere considerata un crimine come avviene in molti paesi: la Francia e la presidenza dell' Unione europea hanno reagito così alle proteste del Vaticano contro il progetto di dichiarazione che sarà presentato all' assemblea generale delle Nazioni Unite. Con cortesia, ma con grande fermezza, i diplomatici hanno respinto le obiezioni vaticane, ritenendole senza fondamento. Dichiarazioni che si sono aggiunte a quelle di molte associazioni, come la sezione italiana di Amnesty International, che hanno severamente criticato la presa di posizione della Santa Sede. La stampa transalpina non ha dato spazio alla polemica, mentre al quai d' Orsay non sono sfuggite le parole di monsignor Migliore e di padre Lombardi. E in quanto prima firmataria della dichiarazione, la Francia ha reagito per bocca di Eric Chevallier, il portavoce del ministero degli Esteri: «L' idea non è di creare una nuova regola giuridica, ma di creare, a partire dai testi esistenti, una dinamica in favore della depenalizzazione. Ci sembra una scelta che rispetta la giurisprudenza attuale e che ci sembra giusta sul piano etico e umano». Chevallier ha ricordato che circa novanta paesi hanno una legislazione che reprime l' omosessualità e una decina che la puniscono con la pena di morte. Il portavoce del quai d' Orsay ha precisato che questa «dichiarazione sull' orientamento sessuale e l' identità di genere», annunciata in primavera, è sostenuta da altri paesi «co-autori»: Argentina, Brasile, Gabon, Giappone, Norvegia, Croazia, Ucraina, Nuova Zelanda, Olanda. Sulla stessa linea, naturalmente, la presidenza francese dell' Unione europea. A Bruxelles, un portavoce ha sottolineato che l' omosessualità «non può essere considerata un crimine e tanto meno può essere punita con la prigione o la pena di morte». E' quindi necessario, ha aggiunto, procedere alla sua depenalizzazione. La dichiarazione, tuttavia, «non ha un carattere giuridicamente vincolante ed è stata sottoscritta, oltre che dai Ventisette, anche da molti altri paesi di tutti i continenti all' insegna della non discriminazione». Il mondo associativo, dal canto suo, continua a commentare molto negativamente la posizione assunta dal Vaticano sulla depenalizzazione. Ieri è stata la volta della sezione italiana di Amnesty, secondo cui la questione «chiama in causa i diritti umani. Tanto è importante la piena libertà politica, religiosa, quanto lo è affermare il proprio orientamento sessuale senza rischiare arresti, torture, pena di morte, forme gravi di discriminazione». Il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury, ha aggiunto che gli omosessuali, al di là delle leggi, restano una delle minoranze più colpite da «atteggiamenti diffusi di stigmatizzazione e di discriminazione».

CONSIDERAZIONI PERSONALI:

Che dire, sarebbero i primi ad usufruirne... :P heheheheh scherzi a parte, diamo per certo che TUTTI i preti cristiani sono osservanti del celibato, e che hanno TUTTI inclinazioni sessuali etero, la proposta non è quella di incentivare l'omosessualità, ma quella di impedire la persecuzione legale di una persona in quanto omosessuale.

allora a questo punto ho due considerazioni:

- la prima è il libero arbitrio, ogni uomo può decidere cosa fare della sua vita, può decidere se peccare o no, e quindi può decidere come vivere la sua sessualità, SOLO DIO può, una volta trapassato il povero peccatore, giudicarlo. La chiesa quindi dovrebbe essere a favore della proposta, in quanto rende reale quello che DIO stesso ha ordinato, ovvero che gli uomini possano scegliere, e non siano costretti mai a seguire una strada che non è quella che sentono.

- la secondo considerazione che ho è la seguente: le basi ed i fondamenti del cristianesimo affondano le radici nelle persecuzioni che hanno subito agli inizi della loro storia; quando essere cristiani era un reato punibile con la reclusione o la morte, non scordiamoci, passando di fronte al colosseo, le torture e la morte che i cristiani hanno dovuto soffrire, non dimentichiamoci che un tempo venivano dati in pasto alle bestie di fronte alla folla, per gioco. Ed è proprio questo retaggio che la chiesa ha perso? tanto da voler bloccar euna proposta che disincentiva la persecuzione degli omosessuali in quanto tali?

Non siete voi che vi stringevate in luoghi oscuri nascondendovi per adorare il vostro Dio? perseguitati, impauriti, timorosi di essere sorpresi a fare ciò che per la legge non andava fatto? così rinnegate ciò che eravate? così dimenticate ciò che vi ha resi uniti? ciò che vi ha resi Fratelli e sorelle?

Chi siete dunque?

domenica 2 marzo 2008

Unione Europea: Il Vaticano non è uno Stato democratico

La Santa Sede è ormai al centro non solo delle debacle nazionali ma è anche sotto osservazione al Consiglio d’Europa. E questo perchè secondo l’assemblea di Strasburgo il Vaticano non sarebbe un vero e proprio Stato democratico e, soprattutto, avrebbe posizioni sulle tematiche riguardanti i diritti dell’uomo non proprio conformi a quelle delo stesso Consiglio. Un aspetto questo che a Strasburgo deve essere ora attentamente considerato. In questa settimana, infatti, dovrebbe essere approvato a Strasburgo una risoluzione sullo statuto degli Stati Osservatori, Paesi non europei che comunque partecipano alle sessioni dell’assemblea: ovvero Santa Sede, Stati Uniti, Canada, Giappone, Messico.
Nel documento 11471, presentato al Consiglio lo scorso 20 dicembre dal rappresentante della Gran Bretagna, David Wilshire, dopo aver premesso l’ultilità e la necessità di integrare questi Stati all’interno dei vari dibattiti dell’assemblea, al punto 10 si legge testualmente: «Lo status della Santa Sede non ha a che vedere con la Risoluzione statuaria e non le è stato chiesto di assumere alcun impegno. La sua mancanza di istituzioni democratiche e alcune sue posizioni in materia di diritti umani ne fanno un caso a parte. Deve essere accettato lo status quo». Si legge ancora nel documento: il Vaticano è l’unico Stato che ha acquisito questo status presso il Consiglio «prima che esistessero disposizioni ufficiali», vale a dire nel 1970, «senza che l’organizzazione avesse chiesto, né la Santa Sede avesse assunto alcun impegno rispetto agli ideali e ai valori del Consiglio d’Europa». Questa inaspettata posizione rispetto al Vaticano, a quanto raccontano a Strasburgo, ha destato parecchie perplessità, sia in molti rappresentanti italiani dell’Assemblea, ma anche nelle stanze di Oltretevere. Il timore, come spiega un esponente del Consiglio, è che «far passare la Santa Sede come uno Stato non democratico», vorrebbe dire «indebolire il Vaticano nel suo ruolo di Stato Osservatore». Un segnale, fra l’altro non il primo (basti pensare alle esenzioni fiscali di cui gode la Santa Sede messe sotto osservazione mesi fa a Straburgo), di un’atmosfera che sta prendendo piede in molti Paesi del nord Europa nei confronti del Vaticano.

Da qui la decisione di un gruppo di deputati italiani, che siedono al Consiglio, di prendere carta e penna e presentare lunedì prossimo a Strasburgo un emendamento. I firmatari, tra cui gli esponenti del Ppe Claudio Azzolini (Forza Italia) e Lorenzo Cesa (segretario dell’Udc) chiedono di sostituire la formulazione riportata nel punto 10 con una versione «più rispettosa della Santa Sede e del suo ruolo». Vale a dire: il Vaticano partecipa al Consiglio come Stato Osservatore «in base alla sua specifica natura e alla sua missione». Rimane assodato il fatto che la Santa Sede «non ha a che vedere con la Risoluzione statuaria», non le è stato chiesto di assumere alcun impegno, e «lo status quo dovrebbe essere accettato». Ma va eliminata la parte riguardante le «mancanti istituzioni democratiche» e l’accenno alle posizioni del Vaticano «riguardo i diritti umani».
Per avere il verdetto finale bisognerà aspettare fino a giovedì prossimo quando l’assemblea di Strasburgo voterà il testo. «Se guardiamo quali sono i compiti principali del Consiglio - spiega Cesa - troviamo la tutela dei diritti dell’uomo e la ricerca di soluzioni comuni per problemi sociali, quali la discriminazione delle minoranze, la xenofobia, la violenza nei confronti dei bambini. Di fronte a questi temi il ruolo del Vaticano, anche se solo come Stato Osservatore, è fondamentale. E questo non può essere in discussione». Insomma quella che sta per cominciare a Strasburgo potrebbe essere un’altra settimana calda per Oltretevere. E stavolta la partita si sposta tutta su terreno internazionale.


CONSIDERAZIONI PERSONALI:
ovviamente in italia non si è saputo nulla di tutto questo...
è un dato di fatto che il vaticano non è uno stato democratico, è un impero in cui esiste un Imperatore eletto dai nobili in conclave...
sul fatto che non siano in linea con la UE su alcuni temi dei diritti dell'uomo... è palese direi.

che ne pensate voi?