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mercoledì 29 aprile 2009

Brasile, bambina stuprata abortisce Vescovo scomunica i medici: «Crimine»

La piccola di 9 anni violentata dal patrigno. Il Vaticano: «Bene Sobrinho, fatta scelta di morte: hanno peccato»

L'arcivescovo José Cardoso Sobrinho
L'arcivescovo José Cardoso Sobrinho
RECIFE (Brasile) - Scomunica: sentenza inappellabile della Chiesa cattolica brasiliana contro i medici che hanno fatto abortire una bambina di nove anni, stuprata dal patrigno e incinta di due gemelli. L’aborto, ha specificato José Cardoso Sobrinho, arcivescovo di Olinda e Recife, è un crimine agli occhi della Chiesa e la legge degli uomini non può sovrastare quella di Dio. Il patrigno, indagato per violenza sessuale, ha ammesso che abusava della bambina da quando aveva 6 anni e inoltre secondo i sanitari la gravidanza avrebbe comportati gravi rischi per la bambina. La legge brasiliana consente l'aborto in caso di stupro o di problemi per la salute della madre. La bambina, fanno notare i medici, rientrava in ambedue le categorie.

«LEGGE UMANA NON HA VALORE» - Ma l’arcivescovo, esponente dell’ala più integralista della Chiesa brasiliana, è andato all'attacco. «La legge di Dio è superiore a qualunque legge umana - ha proclamato -. Quindi se la legge umana, cioè una legge promulgata dagli uomini, è contraria alla legge di Dio, questa legge umana non ha alcun valore». Tutte le persone che hanno partecipato all'aborto, compresa la madre della bambina (ma non la piccola), sono state scomunicate. Una decisione condannata dal ministro della Salute José Gomes Temporao, che ha parlato di posizione «estremista e inopportuna»: «La questione è legale, la bambina è stata violentata. Il resto è opinione della Chiesa. Sono scioccato per la posizione radicale di questa religione che, nell'affermare a torto di voler difendere una vita, mette un'altra vita in pericolo» ha detto a un programma radiofonico. Il presidente Lula ha definito «conservatore» il comportamento del vescovo, elogiando quello dei medici: «La medicina è su questo punto più corretta della Chiesa, e ha fatto ciò che doveva fare: salvare la bambina».

VATICANO: «GIUSTO» - Il vescovo Sobrinho trova invece appoggio nel Vaticano. «È un tema molto, molto delicato ma la Chiesa non può mai tradire il suo annuncio, che è quello di difendere la vita dal concepimento fino al suo termine naturale, anche di fronte a un dramma umano così forte, come quello della violenza di una bimba - ha detto padre Gianfranco Grieco, capo ufficio del Pontificio Consiglio per la Famiglia -. L’annuncio della Chiesa è la difesa della vita e della famiglia, ognuno di noi deve porsi in un atteggiamento di grande rispetto della vita. L’aborto non è una soluzione, è una scorciatoia. La scomunica significa non potersi accostare anche al sacramento della comunione e se una persona è nel peccato e non si confessa, per la Chiesa non può fare la comunione. In questo caso i medici sono fortemente nel peccato perché sono persone attive nel portare avanti l’aborto, questa uccisione. Sono protagonisti di una scelta di morte».

UN ALTRO EPISODIO - Un’altra vicenda molto simile sta sollevando polemiche in Brasile. A Irai, 480 chilometri da Porto Alegre, una bambina di 11 anni è al settimo mese di gravidanza, anche lei stuprata da un parente stretto con cui è cresciuta dopo l’abbandono della madre. Anche in questo caso la gravidanza è a rischio data l’età immatura. Sia la polizia che le autorità locali affermano che nessuno ha mai chiesto che fosse praticato un aborto: «Inerzia e disinformazione» deplora il quotidiano O Globo. La storia era nota e le autorità avrebbero dovuto agire d’ufficio, come prevede la legge. (Apcom)

lunedì 11 febbraio 2008

Scomunicati i politici messicani a favore dell’aborto

Migro questo Post da un mio vecchio Blog


Corriere Della Sera:

Legge pro aborto, scomunica ai politici
La pena dopo che la «vituperata» legge rende legale l'interruzione di gravidanza nel paese cattolico centroamericano

CITTA' DEL VATICANO
- L'arcidiocesi di Città del Messico ha scomunicato il sindaco di Città del Messico, Marcelo Ebrard, e tutti i deputati del «Distrito federal» che hanno votato e approvato la settimana scorsa il provvedimento di depenalizzazione dell'aborto.

L'UFFICIALITA'
- La notizia è stata data ufficialmente dalla stessa arcidiocesi guidata dal cardinale Norberto Rivera Carrera, che in questi giorni si trova a Roma. Il portavoce del cardinale, il sacerdote Hugo Valdemar, riferendosi ai parlamentari di Città del Messico (la capitale è governata da una maggioranza di sinistra) ha affermato: «Abbiano la decenza di non entrare in cattedrale nè in nessuna altra Chiesa cattolica del mondo finchè non saranno perdonati». «La scomunica», ha precisato Valdemar, «è un fatto, una legge della Chiesa che si applica ai cattolici».

LA LEGGE PRO ABORTO
-Il Parlamento del Distretto Federale ha approvato la legge con 46 voti a favore e 19 contrari, il provvedimento ammette l'aborto entro le prime 12 settimane di gravidanza. L'interruzione della gravidanza dopo i primi tre mesi viene invece punita con carcere da tre a sei mesi o con 100-300 giorni di lavoro in una comunità per quelle donne che praticheranno l'aborto illegale. I medici degli ospedali pubblici di Città del Messico non potranno rifiutare di praticare aborti adducendo come motivazione riserve morali e religiose. Secondo il sindaco della capitale messicana Marcelo Ebrard, la clausola sull’obiezione di coscienza è implicita nel provvedimento di recente approvato che legalizza l’aborto entro le prime 12 settimane di gravidanza. «Dobbiamo assecondare le necessità della popolazione. I medici dovranno attenersi alla legge nonostante le proprie convinzioni religiose», ha dichiarato Ebrard, che appartiene al Partito della Rivoluzione Democratica, tradizionalmente di sinistra. La legge non specifica se i medici che si rifiuteranno di praticare aborti saranno costretti a dimettersi.

LA PROTESTA DEI CATTOLICI
- La discussione della legge è stata accompagnata da forti polemiche e da dimostrazioni di piazza da una parte e dall'altra, mentre la Chiesa aveva fatto sentire la sua voce: dal Vaticano era arrivato un messaggio di Benedetto XVI che invitava i vescovi del Messico a difendere la vita. Alcune associazioni cattoliche hanno intanto annunciato un ricorso alla Corte Interamericana dei diritti umani contro la legge. Dopo l'approvazione delle leggi sulle coppie di fatto e sull' aborto, uno dei prossimi provvedimenti in materia di diritti civili che verrà esaminato dal parlamento di Città del Messico sarà una proposta di legge per la legalizzazione dell'eutanasia.

EFFETTO DOMINO
-Si tratta di una svolta in America Latina, in quanto l'unico stato che fino ad ora si era dotato di una legislazione favorevole all'interruzione di gravidanza era Cuba. In Messico l’aborto è legale da tempo in caso di stupro, gravi malformazioni del feto e se l’incolumità della madre è messa a rischio dalla gravidanza. In questi mesi la discussione sull'aborto e quindi su leggi che ne permettessero la pratica, si è aperta in Paesi come il Brasile e l'Argentina, che insieme al Messico sono fra i paesi cattolici più grandi del mondo.

INTRANSIGENZA DELLA CHIESA
- La scomunica contro i politici che hanno votato la legge favorevole alla depenalizzazione dell'aborto rappresenta poi una presa di posizione particolarmente dura da parte della Chiesa messicana sulla quale lo stesso Vaticano nei giorni scorsi aveva espresso qualche perplessità. Secondo il codice di diritto canonico infatti la scomunica latae sententiae, appannaggio del vescovo, comprende chi ricorre alla pratica dell'aborto, cioè la donna, e chi lo rende possibile, cioè lo attua, vale a dire i medici. I politici fino ad ora non erano stati chiamati in causa per la scomunica ma solo richiamati con estrema fermezza a una coerenza di comportamenti con la dottrina della Chiesa in materia. Dunque quanto affermato dall'arcidiocesi della capitale messicana costituisce un ulteriore escalation nel confronto-scontro che in questi mesi divide la Chiesa da settori importanti della politica e delle istituzioni nell'area latinoamericana. Di fatto la linea di dura intransigenza inaugurata da Norberto Rivera Carrera sull'aborto viene messa in campo dalla Chiesa a pochi giorni dall'arrivo del Pontefice in Brasile a San Paolo e dall'inizio della V conferenza dell'episcopato latinoamericano.

30 aprile 2007


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Leggendo la notizia sono rimasto davvero deluso, una bella mossa per chi uole farci credere di non occuparsi di politica. Non dovremmo stupirci se dicessero anche ai politici italiani come votare.

Come dite? lo fanno da tempo?

Ma dai...